Chi siete, cosa fate, cosa portate, ma quanti siete, da dove venite e dove andate. Un olivo!

... Un olivo!

... Un olivo!

Storpiando e giocherellando con la famosa frase ripetuta dal doganiere dal film ''Non ci resta che piangere'' inizio questa breve riflessione, monologo o anche intervista con l'olivo. 

L'olivo e il suo valore.

Chi sei?

E' lecito porsi questa domanda? Con tutto il rispetto. Sei un grande amico, mi offri i tuoi doni, i tuoi frutti. 
L' olio, una medicina naturale, è un ingrediente fondamentale della mia dieta quotidiana. E quando non ho tempo di preparare un pranzo o non ho in casa niente, ho sempre tutto pronto in ogni momento della giornata, ho una fetta di pane e di olio. 

Come ti chiami?

L'olivo di queste terre toscane nelle sue cultivar più comuni, leccino e frantoio, quello delle mie colline, si chiama olivo di Pescia e viene quotidianamente esportato in tutto il mondo direttamente dai vivai della zona. E' un olivo di innesto, adatto per la coltivazione e per la produzione. 

Cosa offri?

L' olivo è un albero meraviglioso, non chiede mai niente, nel suo dna c'è scritto che si adatta a qualsiasi clima e ad ogni terreno; è bellissimo, sacro, robusto, simbolo di pace, di longevità e di speranza. 
Nelle stagioni della potatura mi offre il suo legno, ottimo da bruciare nel camino e nella stufa, mi scalda e riscalda, mi permette di cucinare e di affrontare la stagione fredda nel migliore dei modi. E non finisce qui. La sua cenere è un ottimo concime naturale, da sola o mescolata con terriccio e con acqua; noi la utilizziamo in ogni stagione per orto e giardino ad esempio per le rose e i gelsomini, piante da frutto e aromatiche. Che dire? Fantastico!

E lui pensa a tutti non solo a me. 
Offre riparo e protezione a tantissime specie di uccelli di passaggio durante il cambio di stagione caratteristico della loro migrazione.
La sua chioma è spesso scelta dall'ape regina, nel periodo primaverile attraverso la sciamatura, come casa in attesa di una nuova dimora o di una nuova vita.
I suoi rami rassicuranti offrono rifugio ai gatti selvatici durante scorribande, ma spesso anche un parco giochi dove questi felini adorano divertirsi e affinare la loro tecnica predatoria (più di notte che di giorno e senza pagare il biglietto).

Da dove vieni, cosa insegni e dove vai.

Con lui non mi sento mai solo e mi sento accompagnato.
In questo tempo mantenere viva e forte questa tradizione è un dovere nei confronti delle generazioni future ed un rispetto per quelle passate. Coloro che mi ha preceduto, già nel '800 il casale esisteva, con tanti sacrifici hanno dato vita e dimora (ad esempio trasformando il terreno da pendio a terrazzamenti) a questi olivi che ancora oggi mi accompagnano; chi mi seguirà e prenderà il mio posto avrà ciò che ho avuto io e ciò che ho aggiunto io in questi anni. Questo cammino è una linea retta senza ostacoli, in quanto è civiltà è cultura è un insieme di valori, è una partecipazione, è credere in qualcosa da trasmettere alle nuove generazioni.

Ad un olivo non manca niente, un olivo è ciò che vediamo, è un tronco pieno di nodi e una robusta corteccia, è sempreverde con foglie luminose e chioma, è radici che emergono dal terreno, è un insieme di rughe vistose che raccontano la sua vitalità, la sua età e il percorso che ha fatto.
La sua capacità di rigenerarsi, di distribuire l'energia dove necessita, di curarsi da solo, di esserci sempre nonostante le insidie ci insegna che la vita va affrontata e sempre.

In Italia abbiamo olivi con più di tremila anni, ma cosa hanno vissuto questi esemplari? E' impressionante e solo ad immaginare ci si sente piccoli e di passaggio.
Un olivo non è un semplice olivo, un olivo è un essere vivente che ci insegna la continuità e che abbraccia le diverse generazioni umane e ci racconta ciò che è stato, ciò che è il presente e ciò che sarà nei prossimi anni.

Abbracciare un olivo.

Mi avvicino e con le mani sento il contatto, appoggio la testa e chiudo gli occhi.
E' per me il gesto più spontaneo e semplice che si possa provare. Stabilire una connessione e sentire tutta la sua natura attraverso il contatto diretto con la sua corteccia e una respirazione profonda. E' uno scambio continuo, è benessere tra due esseri viventi. E' la vita nel pieno della sua bellezza.


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