La storia del nostro casale non poteva che essere affascinante, abbiamo fatto di tutto per recuperarla attraverso indagini e raccogliendo testimonianze; nei cassetti abbiamo ritrovato copie di testamenti, manoscritti, cartoline e fotografie; questo materiale insieme a ritrovamenti di mangiatoie in pietra e attrezzi abbandonati nel giardino ci ha permesso di ricostruire la vita nel casale e le condizioni delle persone che ci abitavano.
'800 il dominio della chiesa
Le prime notizie del nostro casale risalgono alla seconda metà del 1800, da ricerche effettuate e da ritrovamenti documentati durante la ristrutturazione emerge che ai tempi esisteva un costante dominio della Chiesa sul fabbricato e sui terreni intorno.
Il rustico, che non era delle dimensioni attuali, era un rudere ed era in gran parte adibito ad uso fienile e stalla animali; esso è stato ampliato e destinato ad uso abitativo solo più avanti e su richiesta della famiglia ospite sempre più numerosa e bisognosa di spazio. Si trattava, senza dubbio, di una casa colonica di dominio della parrocchia di Villa Basilica (LU).
Tutto intorno i terreni erano di natura ''collinosa'' molto pendente e non erano adatti alla coltivazione, era consuetudine modellarli con grande fatica e metterli in piano così da ottenere i terrazzamenti che ancora oggi coesistono tra loro ancorati a muretti a secco.
La famiglia ospite, qui viveva e qui abitava, era legata ai beni ed era vincolata da un contratto di mezzadria, era obbligata a consegnare gran parte del raccolto stagionale (in canone di grano, in libbre di olio d'oliva) all'ente religioso che, a partire dai primi '900, riscuoteva in aggiunta a quanto esposto anche un certo pagamento in monete. La servitù era sempre impegnata in svariate mansioni quotidiane, dalla coltivazione delle vigne e degli oliveti al frutteto, dall' allevamento del bestiame e dall'eseguire tutte le lavorazioni necessarie per un'ottima raccolta.
Il nostro podere vanta ancora oggi gli ulivi secolari che sono i testimoni più autentici di ciò che è stato.
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Un dettaglio, la nicchia.
La madonnina che impreziosisce la facciata sud sopra l'ingresso della casa è il segno di ciò che era la tradizione rurale contadina, è un manufatto di valenza religiosa popolare che veniva realizzato per svariate funzioni religiose, per grazia ricevuta, per la fede che contraddistingueva la famiglia e per la funzione protettiva della casa, delle persone, degli animali e dell'intera proprietà.
'900 fine del dominio della Chiesa
Nella seconda metà del 900, quando la casa ha assunto una conformazione simile a quella attuale e quando è cessato il vincolo della Chiesa, la configurazione era di questo tipo:
il sottotetto adibito a fienile ed essicatoio di castagne ed olive, il piano primo vantava ben quattro camere matrimoniali con bagno esterno sul lato nord appoggiato alla struttura della casa, al piano terra la cucina con il grande camino a legna dove la famiglia si radunava per scaldarsi dalle fredde giornate invernali. Nella parte nord più fresca la cantina per la produzione di olio, con una zona tini in cemento per il vino. In esterno il forno a legna per il pane. Tutto intorno il podere, con i suoi terrazzamenti di vigne e ulivi, con il frutteto e l' acqua del rio Rimogno che confina ancora oggi con la proprietà. Altra fonte fondamentale di acqua per la casa arrivava tramite la Polla della sorgente. Il lavatoio annesso (ancora esistente) era un luogo di ritrovo che coinvolgeva tutti i membri della famiglia dove ognuno aveva la sua mansione; suddiviso in due grandi vasche permetteva di soddisfare i bisogni primari delle persone e di fare il bucato (le donne sfregavano i cenci sporchi su pietre levigate utilizzando una soluzione di acqua bollente, saponi fatti in casa e ceneri), un lavoro di fatica e determinazione, un lavoraccio! Infine nell'annesso agricolo in pietra vicino alla casa trovavano posto la mucca, il vitello, il maiale ed altri animali di piccola taglia. Non si hanno notizie di cavalli, probabilmente veniva sfruttato l'asino per ogni impegno agricolo e di trasporto; durante gli scavi per gli allacci delle utenze sono stati ritrovati resti di carretti agricoli ai quali probabilmente veniva associato l'animale. La casa era un mondo autonomo, affascinante e autosufficiente.